Alla vigilia dell’Assemblea Soci Censer: fermare ogni decisione sul Tribunale

“Ribadisco il concetto: non vanno prese decisioni sul cambio sede del Tribunale di Rovigo durante questo periodo in cui il capoluogo è privo di un sindaco democraticamente eletto. Non si tratta di un trasferimento di un ufficio privato ma di una scelta urbanistica di enorme portata, che incide su viabilità, trasporti, sicurezza, commercio, edilizia privata e pubblica, polo fieristico, università. Tutti aspetti che rientrano nel disegno complessivo e unitario del futuro di Rovigo e non possono essere trascurati: non è pensabile che a decidere non siano i cittadini stessi attraverso il loro sindaco, eletto per governare la città e decidere su temi come questi e che tutto venga calato dall’alto sopra le loro teste”. E’ perentorio Edoardo Gaffeo nel suo invito, in qualità di candidato sindaco alle amministrative che si terranno fra meno di 20 giorni, il 26 maggio, a fermare ogni iniziativa sul futuro del Palazzo di Giustizia fino a quando non sarà insediata la nuova amministrazione. Invito che arriva alla vigilia di un’assemblea dei soci del Censer, in programma per mercoledì 8 maggio alle 17, che tra i punti all’ordine del giorno prevede l’avvio di una discussione sul possibile trasferimento del Tribunale di Rovigo da via Verdi, dove si trova attualmente, nell’ex zuccherificio di viale Porta Adige. Censer spa conta tra i soci azionisti rappresentanti privati delle categorie industriali e bancarie ma anche una componente pubblica, con il Comune e la Provincia di Rovigo che insieme detengono oltre il 50 per cento delle quote.

“Il possibile trasferimento al Censer – spiega ancora Gaffeo – oltre a configurarsi come una scelta urbanistica epocale e dirimente per Rovigo, rappresenterebbe un danno per il tessuto economico della città con pesanti ricadute anche dal punto di vista sociale. E rischia anche di compromettere il rapporto tra l’Università di Padova e il Consorzio Universitario di Rovigo”.

A decidere di “non decidere ora” sono proprio i cittadini. Sono oltre 500 infatti le firme raccolte, in meno di una settimana, dalla petizione popolare lanciata da Gaffeo e dalle tre liste che lo sostengono per congelare qualsiasi decisione sul tema. “Firme fatte da persone, cittadini comuni, tra i quali anche esercenti, titolari di varie attività del centro storico che non vogliono lo spostamento”, rimarca il candidato di centrosinistra.