Bene lo stop allo spostamento del Tribunale

Edoardo Gaffeo, candidato del centrosinistra unito torna sul tema del Tribunale. Lui per primo ha posto all’attenzione del dibattito cittadino, con una petizione popolare e con una nota in cui stigmatizzava ogni decisione presa in mancanza di un sindaco del capoluogo democraticamente eletto: “Accolgo positivamente- spiega Gaffeo- il fatto che l’assemblea dei soci del Censer, come avevo auspicato, abbia rinviato di affrontare il punto all’ordine del giorno sull’ipotesi di trasferimento del Tribunale nell’area che ha una sua precisa e definita fisionomia. E accolgo positivamente anche che il candidato della Lega Monica Gambardella, abbia raccolto l’invito che avevo rivolto a tutti i candidati a prendere posizione sulla questione dello spostamento del Tribunale dal centro, anche se la coalizione che la sostiene è proprio la responsabile della situazione in cui ci troviamo, perché il problema degli spazi del tribunale è emerso sotto la Giunta Piva, fatta cadere dalle questioni interne al centrodestra, che non aveva mai affrontato la questione, ed è stato completamente ignorato sotto la Giunta del leghista Bergamin, anche questa fatta cadere dalle divisioni interne e anche questa rimasta passiva di fronte agli appelli sulla necessità di trovare soluzioni e rivitalizzare un centro storico che si stava svuotando ogni giorno di più”.

“La mia contrarietà al trasferimento del Tribunale al Censer – aggiunge Gaffeo –  è tanto maggiore se sul tavolo dell’amministrazione si prospetta un concambio con l’ex Questura che non appare offrire alcun vantaggio al Comune di Rovigo che perde un’area strategica per fiere ed esposizioni, nonché di sviluppo della ricerca e spazio culturale per un comparto da costruire da zero con vincoli precisi, è al tempo stesso una presa di coscienza della necessità di intervenire al più presto per far fronte alla situazione di difficoltà che sta vivendo chi lavora negli uffici di giustizia e favorire una virtuosa riorganizzazione. L’impegno è di agire tempestivamente per far fronte a questo problema sul tavolo da oltre un lustro e rivendicato con forza nell’ultimo anno, facendo in modo di trovare in tempi rapidi una soluzione che contemperi tutti gli interessi in gioco, a cominciare proprio da quelle del Palazzo di Giustizia, che con orgoglio Rovigo ospita e vuole rendere il più efficiente e organizzato possibile, armonizzando la sua presenza con la rinascita del centro storico”.