Categoria: Rigenerazione urbana

Salverò parco Langer con un serio piano di valorizzazione

Trasferire parco Langer da Demanio statale a comunale per concretizzare finalmente il progetto lanciato anni orsono dalle associazioni ambientaliste e di quartiere della Commenda e lasciato in un cassetto dalla Giunta dell’ex sindaco leghista Massimo Bergamin. Come? “Attivando una procedura con una delibera- spiega il candidato sindaco del centrosinistra unito Edoardo Gaffeo – per ottenere il trasferimento da Demanio statale a Demanio comunale dell’area boschiva di Parco Langer, usando le regole previste dal federalismo demaniale. Questa cosa saremo in grado di farla con una delibera di Giunta da approvare entro la fine di luglio 2019”.

Edoardo Gaffeo a pochi giorni dal voto per il turno di ballottaggio, che domenica 9 giugno decreterà il nuovo primo cittadino del capoluogo polesano, lancia l’ultima proposta di delibera. “E’ la settima bozza di delibera. Un impegno che sono pronto a sottoscrivere per la mia città e per tutti i rodigini, che decideranno di darmi la loro fiducia domenica alle urne,- spiega nei dettagli il professore di Politica Economica all’Università di Trento ma da sempre residente a Rovigo- Che concretizzerò attivando un gruppo di lavoro, in forza alle associazioni ambientaliste e di quartiere, per definire un progetto di valorizzazione ambientale e culturale dell’intero parco Langer. Mi oppongo totalmente al passaggio del gasdotto che distruggerebbe questo importante ecosistema”. Nei giorni scorsi Gaffeo ha visitato l’area, immergendosi nel verde dei suoi alberi, circa 40mila metri quadrati, e incontrando gli ortisti che in un piccolo lembo di terra, nell’ “Orto delle Farfalle” coltivano le verdure approfittando di questa oasi verde cittadina, una fascia agricola coltivata circondate dal Palazzetto dello Sport, a nord del Ceresolo e a sud da una superficie a prato che confina con il retro del complesso di Casa Serena.

 

PROPOSTA DI DELIBERA DI GIUNTA N.7 DA APPROVARE ENTRO IL 29 LUGLIO

OGGETTO: Piano di valorizzazione di Parco Langer

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che: l’area dell’ex tiro a segno di Rovigo, delimitata a ovest da viale Porta Adige, a est da una fascia agricola coltivata e dal Palazzetto dello Sport, a nord dal Ceresolo e a sud da una superficie a prato che confina con il retro del complesso di Casa Serena, è oggi, con la denominazione di Parco Alexander Langer l’unico bosco periurbano della città di Rovigo con un’estensione di circa 40mila metri quadrati, grazie alla rinaturalizzazione dovuta all’abbandono, che ha favorito la crescita, in un pioppeto di pioppo nero, di piante caratteristiche delle foreste planiziali e della originaria flora polesana, come salice bianco, acero campestre, olmo, quercia, frassino, sambuco.

Considerato che: Parco Langer, tuttavia, non è solo un bosco perché le battaglie civiche in difesa di questo polmone verde della città di Rovigo, la cui cintura periurbana è caratterizzata da una quasi totale assenza di fasce boscate, e le iniziative che negli anni sono state organizzate da associazioni e movimenti lo hanno reso anche un simbolo della coscienza ambientale della cittadinanza di Rovigo.

Valutato che: in una tendenziale carenza di corridoi ecologici anche nel territorio meno antropizzato del Comune di Rovigo, il Ceresolo si presta per caratteristiche a svolgere questa funzione che va opportunamente valorizzata e, in questo senso, Parco Langer si caratterizza come una delle cosiddette “stepping stones”, fondamentali per la conservazione della biodiversità.

Preso atto che: l’area in questione appartiene al Demanio, sottoposto a vincolo a destinazione forestale ex D. Lgs. 42/2004 lett. g) ed agli ulteriori vincoli definiti dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Verona Rovigo e Vicenza con nota prot. 18957 del 5 luglio 2013

Ritenuto che: anche in considerazione dell’impatto nel contrasto dell’inquinamento, oltre che per innumerevoli servizi ecosistemici, sia fondamentale incrementare la cintura verde di Rovigo con iniziative di rimboschimento e di realizzazione di corridoi ecologici, anche come strumento di compensazione, con una funzione di valorizzazione dei servizi ecosistemici e di fruibilità ambientale da parte dei cittadini, utilizzando a tal fine anche le risorse che vengono messe a disposizione per questi specifici obiettivi da Piano di sviluppo rurale, bandi Gal, Programma LIFE.

DELIBERA

– di attivare la procedura per il trasferimento da Demanio statale a Demanio comunale dell’area boschiva di Parco Langer, usando le procedure previste dal cosiddetto “federalismo demaniale” in modo da poter meglio attuare politiche di valorizzazione dell’area

– di attivare un gruppo di lavoro, in collaborazione con le associazioni ambientaliste e di quartiere, per la definizione di un progetto di valorizzazione ambientale e culturale dell’intero parco Langer rendendolo perno di iniziative di rimboschimento e di creazione di fasce boscate che permettano di realizzare una cintura verde attorno alla città di Rovigo, in un sistema di corridoi ecologici.

Da subito al lavoro per completare le piste ciclabili

Edoardo Gaffeo, candidato sindaco del centrosinistra unito, ha presentato le penultima bozza di delibera su un tema molto sentito, come quello delle piste ciclabili. Lo ha fatto mercoledì mattina nell’area esterna della stazione dei treni del capoluogo polesano, punto focale di partenza e di arrivo non solo per i mezzi a motore ma anche per i ciclisti. “Il tema riguarda l’intera riqualificazione urbanistica in un’ottica ambientale – ha esordito Gaffeo- che va fatto con un completamento delle piste ciclopedonali. La pista ciclabile qui in viale Marconi coincide con il marciapiede in una zona, come quella della stazione dei treni, particolarmente trafficata da veicoli, mezzi di trasporto urbano e anche dalle biciclette. Uno snodo fondamentale della città che va ripensato assieme a tutti gli altri punti di interruzione delle piste ciclabili. Sono interventi che richiedono investimenti tutto sommato limitati che però consentono di completare una parte della rete ciclabile esistente”.

Poi Gaffeo ha spiegato la base della sua proposta di delibera: “Essendo Rovigo una città che ha sforato già nei primi 4 mesi dell’anno la quantità di polveri sottili, è stata inserita dal Ministero dell’ambiente tra le 80 città ammissibili per un finanziamento al “Programma di incentivazione della mobilità urbana sostenibile” per ben 15 milioni stanziati a bando lo scorso febbraio. Opportunità di sviluppo e soldi che abbiamo perso per inconcludenza dell’amministrazione precedente, quella dell’ex leghista Bergamin rappresentato ora dalla candidata erede Monica Gambardella, non avendo la possibilità di partecipare a questo bando che avrebbe consentito intanto di iniziare a ragionare sul completamento della rete ciclabile cittadina. Dalla ciclabilità verso Grignano, a quella che da Sarzano va verso Mardimago e poi verso Buso”.

L’impegno del candidato sindaco del centrosinistra a favore di uno sviluppo più attento della mobilità lenta e ad un incremento dello “Slow tourism” è chiaro. “Già dalla prima settimana di luglio abbiamo intenzione di avviare un vero e proprio studio di fattibilità e di piano del traffico della mobilità lenta che poi andrà inserito all’interno del piano complessivo del traffico. –conclude Gafeo- E’ una delibera che siamo in grado di fare subito in collaborazione con le associazioni che si occupano di questo tema in città affiancati da persone competenti che conoscano bene i punti critici. Sarà anche necessario intervenire con il Governo, e anche su questo verrà dato mandato attraverso una delibera al sindaco e all’assessore referente alla mobilità per interloquire con il Ministero dell’Ambiente nel caso in cui ci siano dei fondi non assegnati per il bando che è già scaduto e cercare di recuperare i residui di spesa cercando di partecipare al bando con la giustificazione che il Comune di Rovigo essendo stato commissariato non ha potuto effettivamente partecipare ad un’iniziativa che avrebbe potuto risolvere già dal 2019 una serie di punti importanti”.

Consulta della città e dello sport per ascoltare e coinvolgere tutti i cittadini

“Vogliamo creare la consulta delle frazioni e dei quartieri che permettano di ascoltare tutti i cittadini di Rovigo, integrare all’Ufficio Pubbliche Relazioni l’uso un’apposita App per la segnalazione dei problemi e poi la possibilità di proporre progetti con una corsia preferenziale per giovani tra i 16 e i 29. E ancora la nascita di una consulta dello Sport con incentivi anche per lo sport popolare, per un invecchiamento attivo. Queste sono due bozze di delibera pronte ad attuate nei prossimi due mesi”. Edoardo Gaffeo, candidato sindaco del centrosinistra promette di impegnarsi per le frazioni e i quartieri rodigini e per il mondo dello sport. Lo fa lanciando le due proposte di delibera dal Quartiere San Bortolo, in via Fermi, con alle spalle gli impianti di una delle polisportive presenti in città. “C’è un tema importante che riguarda ciò che accade tra i quartieri e le frazioni e l’amministrazione comunale- spiega ancora Gaffeo- Tempo fa esisteva un livello intermedio, le circoscrizioni, che sono state abolite. La nostra idea è di approvare un regolamento entro la seconda metà di luglio attivando un gruppo di lavoro finalizzato alla redazione di queste regole della consulta per le frazioni e i quartieri. Ne esisteva già una bozza, messa a punto dalla precedente amministrazione, ma ho avuto modo di vederla e contiene una serie di problemi che la rendono poco operativa. Non ultimo il fatto questo documento, che non è mai stato portato in Giunta e neanche in consiglio comunale”.

Un piccolo passo verso la partecipazione attiva dei cittadini, protagonisti dei luoghi in cui vivono. “Il cambiamento partirà individuando candidature che devono essere supportate da un numero adeguato di firme perché questo segnala che il candidato è rappresentativo di un numero di persone sufficientemente ampio- precisa Gaffeo-Devono essere due le persone per frazione e quartiere individuate. La consulta è di natura consultiva come dice la parola stessa ma deve essere contattata su base periodica dall’amministrazione comunale, ed è previsto che sia presente sempre il sindaco o un suo delegato e l’assessore che avrà tra i propri referati il decentramento dei quartieri e delle frazioni. La consulta sarà dotata di un proprio budget che consenta l’attivazione, se necessario, di attività di consulenza per costruire un rapporto di natura dialettica tra le proposte che arrivano dalla pubblica amministrazione e gli interessi dei cittadini delle frazioni e dei quartieri”.

Altro tema collegato alla consulta delle frazioni dei quartieri è la mancanza, nel Comune di Rovigo, anche di una consulta dello sport. “Molti Comuni, anche vicini a noi ce l’hanno, Adria ad esempio ha la consulta dello sport, e anche in questo caso siamo pronti a far deliberare prima dalla Giunta e poi dal consiglio comunale grazie a un gruppo di lavoro che si attivi per la stesura del regolamento che porti alla creazione di questa consulta anche a Rovigo. Si tratta di coinvolgere in maniera istituzionalizzata sia il Coni che gli enti di promozione sportiva e le numerosissime associazioni sportive che si occupano di sport e movimento, per tutte le età. Un’attenzione sarà rivolta anche ai meno giovani con sport per gli anziani, e in cui coinvolgeremo l’assessorato comunale allo sport. Questo al fine di rendere più moderna e funzionale la città di Rovigo” conclude Gaffeo.

In calce le due bozze di delibera.

PROPOSTA DI DELIBERA DI GIUNTA NUMERO 4

OGGETTO: Istituzione della Consulta delle frazioni e dei quartieri

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che: si ritiene necessario promuovere e valorizzare la cittadinanza attiva attraverso strumenti partecipativi che avvicinino le istituzioni elle esigenze delle singole realtà in cui si articola il territorio comunale di Rovigo

– la forma attraverso la quale si può realizzare questo proposito è quello di istituire una Consulta delle frazioni e dei quartieri, un organo rappresentativo con funzioni consultive, propositive e di controllo, che svolga un’azione di supporto, di stimolo e di proposta nei confronti dell’Amministrazione comunale e che sia formato in modo da rappresentare le frazioni di Boara Polesine, Borsea, Buso, Concadirame, Fenil del Turco, Granzette, Grignano Polesine, Mardimago, Roverdicrè, Sant’Apollinare, Sarzano, nonché i quartieri Centro storico, Commenda Ovest, Commenda Est, San Bortolo, San Pio X, Tassina

Considerato che: la partecipazione alla Consulta sarà volontaria e gratuita

– requisiti necessari per i rappresentanti che comporranno la Consulta sono: l’aver compiuto 16 anni, l’essere residente nel territorio della frazione o del quartiere da rappresentare, non ricadere in nessuna delle cause di ineleggibilità, incandidabilità ed incompatibilità alla carica di consigliere comunale, non essere già consigliere comunale, assessore, dipendente del Comune o comunque avere un incarico di rappresentanza del Comune in enti o istituzioni

Ritenuto che: per determinare a) le modalità di elezione o nomina dei componenti della consulta e di loro eventuale surroga, b) il numero dei componenti, c) le specifiche funzioni e competenze istituzionalizzate della Consulta, d) gli organi in cui si articola la Consulta e la loro nomina, e) la durata in carica della Consulta, f) le competenze e gli obblighi in capo ai singoli componenti della consulta, g) i rapporti fra Giunta comunale, Consiglio comunale e Consulta, h) la delimitazione territoriale ed il calcolo del peso demografico delle singole frazioni e dei quartieri, sia necessario predisporre un apposito regolamento

ORDINA

di nominare un gruppo di lavoro formato da un assessore e cinque consiglieri comunali per la redazione di una bozza di regolamento della Consulta delle frazioni e dei quartieri di Rovigo, modulato anche sulla base delle buone esperienze già attive in altri Comuni e in ossequio alle previsioni dello Statuto comunale, nel tempo di 30 giorni per portarlo poi all’approvazione del consiglio comunale

 

PROPOSTA DI DELIBERA DI GIUNTA NUMERO 5

DA APPROVARE ENTRO IL 24 LUGLIO

OGGETTO: Istituzione della Consulta dello sport

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che:

– l’Amministrazione comunale di Rovigo riconoscendo il valore dell’attività sportiva come funzione sociale primaria che rappresenta un’opportunità di crescita, di educazione, di miglioramento della salute e del benessere psicofisico, di coesione ed integrazione sociale, intende promuovere e sostenere ogni iniziativa volta a rendere più accessibile la pratica delle attività motorie e sportive ed alla migliore fruizione degli impianti, valorizzando il ruolo imprescindibile delle associazioni sportive, delle società sportive e degli enti di promozione sportiva attivi sul territorio comunale

– a tal fine promuove l’istituzione di una Consulta comunale dello sport

Considerato che:

– la Consulta dello sport è un organo consultivo, di raccordo, di stimolo e di confronto tra l’Amministrazione Comunale e il mondo dello sport locale, con lo scopo di contribuire attivamente alla determinazione delle politiche sportive e delle scelte amministrative operate in questo campo attraverso proposte e pareri

– compiti della Consulta sono: a) l’impegno per la massima diffusione della pratica sportiva attraverso l’inclusione di tutti i cittadini con particolare attenzione a giovani, anziani e diversamente abili, b) la formulazione di proposte ed osservazioni inerenti alle materie connesse con l’attività sportiva, c) la diffusione della conoscenza delle attività svolte dalle singole forme associative sportive presenti sul territorio favorendo la collaborazione tra di esse, e) il coinvolgimento degli istituti scolastici in progetti di sviluppo dell’attività sportiva in ambito formativo e di educazione civica sportiva, f) la promozione di eventi sportivi che fungano da volano per il turismo

Ritenuto che:

– la Consulta si debba articolare in più organi, primo dei quali l’assemblea, della quale fanno parte di diritto: un rappresentante per ogni società sportiva o associazione sportiva operante nel territorio del Comune di Rovigo, con una attività sportiva espletata in modo continuativo a livello agonistico, formativo o amatoriale e regolarmente affiliata a una Federazione a un ente di promozione sportiva riconosciuti dal Coni; un rappresentante per ogni Ente di promozione sportiva; un rappresentante per ogni associazione di volontariato che organizzi attività motorie sportive nel territorio comunale per soggetti svantaggiati o diversamente abili; il presidente provinciale del Coni; un rappresentante della Medicina sportiva dell’Ulss Polesana; l’assessore allo Sport

ORDINA

di nominare un gruppo di lavoro formato dall’assessore allo Sport, dal dirigente d’area, cinque consiglieri comunali ed il presidente provinciale del Coni per la redazione di una bozza di regolamento della Consulta dello sport, modulato anche sulla base delle buone esperienze già attive in altri Comuni e in ossequio alle previsioni dello Statuto comunale, nel tempo di 30 giorni per portarlo poi all’approvazione del consiglio comunale

Con me Sindaco la Regione aiuterà Rovigo

“Da settimana prossima come sindaco mi impegno a invitare per una volta al mese Luca Zaia per affrontare problemi concreti mai risolti in questi anni di Giunte a lui vicine che non hanno ottenuto nulla dalla Regione se non sue tappe elettorali in ogni campagna”. Edoardo Gaffeo candidato sindaco del centrosinistra lancia due proposte operative per Rovigo da realizzare con la Regione nei prossimi anni.

“Oltre ad incontri mensili, come primo gesto concreto che gli voglio sottoporre per metà luglio, – prosegue Gaffeo riguarda un piano che coinvolga Rovigo nelle Olimpiadi invernali 2026, visto che ad oggi Zaia non ha mai considerato la nostra città nel percorso di valorizzazione di tutto il Veneto per le Olimpiadi. E tantomeno lo hanno fatto in precedenza l’ex sindaco leghista Massimo Bergamin e neanche la sua candidata erede del centrodestra, Monica Gambardella che non lo prevede nel suo programma elettorale”.

Terza delibera per salvare Rovigo dalle buche

Edoardo Gaffeo, candidato sindaco del centrosinistra lancia la terza proposta di delibera, quella per sistemare le buche lungo le “strade groviera”. Lo fa percorrendo le strade della Commenda, dove le strade e i marciapiedi sono disastrati come in molti altri punti della città.

“Un milione di euro per rendere normali le strade di Rovigo – dichiara il candidato del centrosinistra- dove in questi anni di amministrazioni di centrodestra non sono mancate solo le ‘grandi opere’, ma non è stata fatta nemmeno la manutenzione ordinaria”. Gaffeo affronta questo tema, una delle priorità per la città, mentre cammina in una parte del quartiere Commenda, in una laterale di via Benvenuto Tisi da Garofolo. “Ci troviamo gli asfalti ridotti a un colabrodo- prosegue- e lunghi tratti di marciapiedi che sembrano percorsi ad ostacoli, impraticabili per anziani che hanno difficoltà a camminare, persone con disabilità, mamme con passeggini. Al primo punto del nostro programma abbiamo sempre messo le manutenzioni ordinarie e straordinarie e con l’avanzo di bilancio, che sarà definito il 31 luglio e dovrebbe essere pari a 1 milione di euro, daremo subito una prima risposta concreta. Già il commissario straordinario Nicola Izzo, quando si è trovato a guidare la città si è reso conto dell’abbandono delle strade ed ha stanziato oltre 400mila euro per “interventi puntuali di ripristino stradale” programmati fino al 31 luglio. La nostra intenzione è di proseguire e rilanciare, con un piano straordinario di risanamento delle strade e marciapiedi stanziando mezzo milione per le strade e mezzo milione per i marciapiedi”.

Poi Gaffeo conclude: “Questo è solo l’intervento straordinario per cercare di riportare alla normalità una situazione sfuggita di mano. Quello che vogliamo fare è stabilire da subito un piano di manutenzioni ordinarie, che, superata la fase emergenziale, preveda interventi costanti secondo un calendario prefissato, rivedendo anche il regolamento con gli enti gestori per una compartecipazione alla sistemazione del sedime stradale e non un mero rattoppo, visto che molte delle situazioni di degrado degli asfalti sono dovute ad interventi di ripristino eseguiti dopo interventi per allacciamenti e rifacimento reti e sottoservizi (banda larga, acquedotto, gas, fognature)”.

 

Parco di Concadirame: modello da esportare in tutta la città

“Partiamo da qui, dal parco pubblico di Concadirame, per la seconda delibera che firmerò se sarò eletto sindaco al Ballottagio il 9 giugno, perché questo è un caso di scuola. Ci stiamo raccontando da un po’ di tempo che è necessario studiare e magari copiare quello che fanno in altre città per poterlo poi replicare nel comune di Rovigo. Ma molti esempi eccellenti li abbiamo già in casa. Il parco pubblico di Concadirame è un caso straordinario, che vorremmo replicare su larga scala nella nostra città”. Il candidato sindaco del centrosinistra unito Edoardo Gaffeo propone atti concreti di rilancio della città.

Come quello della seconda proposta di delibera lanciata sabato mattina sui “Patti di collaborazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani” dal parco pubblico di Concadirame, sito dietro le ex scuole elementari e gestito dall’associazione di volontari, “Ida Galante” un gruppo pioniere che ha lanciato un modello istituzionale che prima nel Comune di Rovigo non esisteva. “Lo so il nome della delibera sembra complesso- racconta ancora Gaffeo- ma la spiegazione si traduce in questo spazio verde pubblico fiore all’occhiello di Concadirame. L’area fu abbandonata a metà degli anni Novanta. All’epoca un gruppo di giovani del paese la riqualificò e la aprì al pubblico. Come? Con la nascita di un’associazione di volontari, che ha lavorato inizialmente in totale autonomia ripulendo il parco e poi attivandosi per riuscire ad ottenere servizi come giochi per i bambini e poi i collegamenti a luce e acqua. Questo luogo è l’esempio concreto da realizzare anche nel resto di Rovigo attivando un rapporto di collaborazione di cittadinanza attiva e partecipata che veda i cittadini singoli o anche sotto forma di associazioni come una risorsa per la cura dei beni comuni”.

Poi Edoardo Gaffeo, 51 anni docente di Politica Economica all’Università di Trento, è entrato nei dettagli della delibera. “Entro la metà di luglio vogliamo proporre – conclude Gaffeo- prima una bozza di regolamento che si ispira alle forme patti di collaborazione che vengono già realizzati in molti altri comuni italiani e poi la delibera che li riconosce ufficialmente. I patti di collaborazione riguardano la possibilità di condividere l’amministrazione di spazi pubblici tra l’amministrazione pubblica e o singoli cittadini o associazioni per la cura, gestione e manutenzione degli spazi urbani. I regolamenti possono essere replicati. Quello di cui sono stato accusato è che potrei fare bene il sindaco di Milano e non quello di Rovigo perché una delle idee che sto portando avanti è che questa è una città che ha bisogno di guardarsi intorno, ma in realtà non dobbiamo guardarci troppo intorno perché esistono già qui idee che funzionano perfettamente”.

I patti di collaborazione sono strumenti necessari per stabilire i “diritti e i doveri dell’associazione che si prende cura del bene pubblico con anche una suddivisione delle spese della manutenzione ordinaria e straordinaria e individuano inoltre la possibilità di avere sconti di natura fiscale per l’associazione che utilizza lo spazio e la possibilità di attivare anche delle polizze assicurative”.

Ecco il testo della proposta di delibera.

PROPOSTA DI DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.2

DA APPROVARE IN GIUNTA ENTRO IL 15 LUGLIO

OGGETTO: disciplina dei patti di collaborazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che: nella nuova formulazione dell’articolo 118 della Costituzione è esplicitamente previsto che Comuni favoriscano l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. Già in numerosi Comuni questo aspetto è stato disciplinata ed articolato nei cosiddetti “patti di collaborazione”, accordi di cittadinanza attiva e partecipata tra la sfera pubblica, privata e del terzo settore, nei quali le energie dei singoli, dei gruppi informali e delle associazioni vengono messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione a sfide che riguardano l’intera città, condividendo la responsabilità della cura e della rigenerazione dei beni comuni urbani.

Considerato che: un patto di collaborazione prevede che un bene comune, come per esempio un parco o una piazza, possa diventare oggetto di azioni di cura, rigenerazione, riuso o gestione per iniziativa di cittadini singoli o associati, oppure su proposta dell’amministrazione comunale. Sia che l’istanza provenga “dall’alto” o “dal basso” le parti si impegnano a rispettare un patto che prevede anche forme di sostegno pubbliche a seconda delle modalità, delle finalità e dei soggetti coinvolti secondo le previsioni dell’apposito regolamento. Le proposte di collaborazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani riguardano principalmente i seguenti ambiti: beni materiali come strade, piazze, aree scolastiche, aiuole, parchi e aree verdi, spazi sfitti o inutilizzati, per i quali si possono prevedere forme anche temporanee di riuso, per innescare processi di valorizzazione sociale, culturale, imprenditoriale, con evidenti benefici per la collettività; beni immateriali come l’inclusione e coesione sociale, educazione, formazione, cultura, sensibilizzazione civica, sostenibilità ambientale, riuso e condivisione; azioni digitali come realizzazione di siti, applicazioni, canali social, alfabetizzazione informatica.

DELIBERA

di assumere il dovere di sostenere e valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, volta al perseguimento di finalità di interesse generale, aderendo a “Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà”, condividendo la convinzione che i cittadini siano portatori di capacità e che queste capacità possano essere messe a disposizione della collettività, ed approvando l’allegata bozza di “Regolamento sui patti di collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani”, da sottoporre poi all’approvazione del consiglio comunale

Pronta la delibera per la rotatoria Buso-Sarzano

“Partiamo con uno dei punti neri della viabilità che è stata anche un tema della campagna elettorale. Sto parlando della rotatoria che dovrebbe esserci tra le frazioni di Buso e Sarzano e che ancora non c’è. Ci siamo fermati qui a qualche metro dall’incrocio poiché è pericoloso andare a piedi in quella zona. La verità è che, contrariamente a quanto sostenuto dell’amministrazione Bergamin, durante l’ultima fase di governo, la nuova amministrazione sarà invece in grado di far partire entro luglio con la delibera di Giunta e poi il passaggio in consiglio comunale per far partire i cantieri dell’opera entro l’autunno 2019”. Edoardo Gaffeo, candidato sindaco del centrosinistra unito, nel segno del cambiamento, annuncia il primo atto concreto di quella che sarà la sua amministrazione a Palazzo Nodari. E lo fa a pochi metri dall’incrocio pericoloso che regola il traffico in entrata e uscita dalle frazioni di Buso e Sarzano e che si interseca con la strada regionale 443 poco lontano dall’ospedale di Rovigo dove ha convocato la stampa nella tarda mattinata di lunedì 31 maggio.

“L’amministrazione Bergamin, di cui la candidata del centrodestra è erede, aveva fatto una notevole confusione – prosegue Gaffeo – Per la realizzazione dell’opera avevano sostenuto che occorresse un ulteriore atto di natura amministrativa cioè la Variante Ambientale Strategica, la Vas, documento non necessario invece. E questo conferma quanto gli assessori di Bergamin o chi per loro non fossero minimamente in grado di controllare il processo. La rotatoria era già inserita all’interno del piano di assetto territoriale e la Vas era già stata fatta a monte nell’ambito dell’approvazione del Pat, il Piano di Assetto del Territorio. Non è necessario un ulteriore passaggio. Ora si può approvare l’opera e la conseguente variante urbanistica derivata. Lo schema di delibera è già predisposto, e siamo a presentarvelo. Io e la mia squadra saremo in grado di approvarlo già a partire dai primissimi giorni di luglio con il passaggio in giunta e già entro il 15 di luglio, cioè entro le vacanze estive faremo il passaggio in consiglio comunale in maniera tale da partire con le procedure di esproprio e di appalto e di far iniziare i lavori già entro fine autunno o al massimo entro la fine dell’anno. I soldi ci sono già, sono già accantonati sono 750mila euro, vanno solo utilizzati senza altri ritardi”.

Ecco il testo della proposta di delibera.

PROPOSTA DI DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N.1

DA APPROVARE IN GIUNTA ENTRO IL 1 LUGLIO E IN CONSIGLIO NON OLTRE IL 10 LUGLIO

OGGETTO: approvazione variante urbanistica derivata dalla rotatoria all’incrocio di viale Tre Martiri con via Ippolito Nievo (Buso) e via Dei Mille (Sarzano-Mardimago)

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che: che l’incrocio in questione è uno dei punti neri della viabilità cittadina, teatro di gravi incidenti, uno dei quali dall’esito mortale, e che i residenti nelle frazioni di Buso, Sarzano e Mardimago attendono da anni una soluzione alla pericolosità di questa intersezione

Considerato che: l’intervento di realizzazione di una rotatoria è già finanziato ed è già stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica

Ritenuto che: sulla base del rapporto ambientale del Piano di Assetto del Territorio, all’interno del quale era già già prevista la rotatoria in questione, non sussistoe la necessità per l’ulteriore specifica Valutazione Ambientale Strategica, un parere che serve per valutare la coerenza rispetto degli strumenti di pianificazione urbanistica e garantire il rispetto dell’ambiente. Per l’approvazione del Pat provinciale, infatti, sono già stata espletate tutte le procedure di Vas.

DELIBERA

di concludere nel rispetto dei termini di legge la conseguente variante urbanistica derivata dall’approvazione dell’opera pubblica in oggetto e le successive procedure di esproprio in modo da permettere l’appalto dei lavori e l’apertura dei cantieri entro la fine dell’anno in corso.

 

In bicicletta con la Fiab

In bicicletta con la Fiab e i candidati sindaco per spiegare direttamente a loro quali sono le problematiche dei ciclisti in città. Edoardo Gaffeo e numerosi candidati della coalizione civica che lo sostengono erano in prima fila alla pedalata organizzata dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab) di Rovigo nel pomeriggio di sabato 11 maggio.

Partenza alle 14.30 da Piazza Vittorio Emanuele II, sotto Palazzo Nodari, il gruppo si è diretto su Corso del Popolo per poi approdare in stazione dei treni, su viale Porta Adige, all’altezza dell’attraversamento pedonale di fronte all’Hotel Cristallo, poi a quello prossimo alla stazione degli autobus in via Benvenuto Tisi da Garofolo. Questi alcuni dei punti critici visitati a bordo della due ruote ecologica.

“Ci sono tratti chilometrici di piste ciclabili a Rovigo che partono dal nulla e finiscono nel nulla- dichiara Gaffeo- L’obiettivo è certamente quello dare un senso a questi percorsi, offrendo un servizio e un vantaggio per tutti i rodigini che vogliono spostarsi in bici. La prima cosa è quella di creare una rete integrata di piste ciclabili, come in autostrada: un ciclista deve poter raggiungere la città da una parte all’altra senza uscire dai percorsi e restando il più possibile in sicurezza con il proprio mezzo. Prima vanno concluse le piste ciclabili esistenti e poi si possono studiare quelle nuove”.

“Fondamentale è un piano del traffico urbano studiato con una sensibilità verso ciclisti e pedoni: marciapiedi in ordine, corsie preferenziali per le bici lungo la viabilità ordinaria, e installazione di un servizio di noleggio bici nei park della città” conclude Gaffeo.

Bene lo stop allo spostamento del Tribunale

Edoardo Gaffeo, candidato del centrosinistra unito torna sul tema del Tribunale. Lui per primo ha posto all’attenzione del dibattito cittadino, con una petizione popolare e con una nota in cui stigmatizzava ogni decisione presa in mancanza di un sindaco del capoluogo democraticamente eletto: “Accolgo positivamente- spiega Gaffeo- il fatto che l’assemblea dei soci del Censer, come avevo auspicato, abbia rinviato di affrontare il punto all’ordine del giorno sull’ipotesi di trasferimento del Tribunale nell’area che ha una sua precisa e definita fisionomia. E accolgo positivamente anche che il candidato della Lega Monica Gambardella, abbia raccolto l’invito che avevo rivolto a tutti i candidati a prendere posizione sulla questione dello spostamento del Tribunale dal centro, anche se la coalizione che la sostiene è proprio la responsabile della situazione in cui ci troviamo, perché il problema degli spazi del tribunale è emerso sotto la Giunta Piva, fatta cadere dalle questioni interne al centrodestra, che non aveva mai affrontato la questione, ed è stato completamente ignorato sotto la Giunta del leghista Bergamin, anche questa fatta cadere dalle divisioni interne e anche questa rimasta passiva di fronte agli appelli sulla necessità di trovare soluzioni e rivitalizzare un centro storico che si stava svuotando ogni giorno di più”.

“La mia contrarietà al trasferimento del Tribunale al Censer – aggiunge Gaffeo –  è tanto maggiore se sul tavolo dell’amministrazione si prospetta un concambio con l’ex Questura che non appare offrire alcun vantaggio al Comune di Rovigo che perde un’area strategica per fiere ed esposizioni, nonché di sviluppo della ricerca e spazio culturale per un comparto da costruire da zero con vincoli precisi, è al tempo stesso una presa di coscienza della necessità di intervenire al più presto per far fronte alla situazione di difficoltà che sta vivendo chi lavora negli uffici di giustizia e favorire una virtuosa riorganizzazione. L’impegno è di agire tempestivamente per far fronte a questo problema sul tavolo da oltre un lustro e rivendicato con forza nell’ultimo anno, facendo in modo di trovare in tempi rapidi una soluzione che contemperi tutti gli interessi in gioco, a cominciare proprio da quelle del Palazzo di Giustizia, che con orgoglio Rovigo ospita e vuole rendere il più efficiente e organizzato possibile, armonizzando la sua presenza con la rinascita del centro storico”.

Alla vigilia dell’Assemblea Soci Censer: fermare ogni decisione sul Tribunale

“Ribadisco il concetto: non vanno prese decisioni sul cambio sede del Tribunale di Rovigo durante questo periodo in cui il capoluogo è privo di un sindaco democraticamente eletto. Non si tratta di un trasferimento di un ufficio privato ma di una scelta urbanistica di enorme portata, che incide su viabilità, trasporti, sicurezza, commercio, edilizia privata e pubblica, polo fieristico, università. Tutti aspetti che rientrano nel disegno complessivo e unitario del futuro di Rovigo e non possono essere trascurati: non è pensabile che a decidere non siano i cittadini stessi attraverso il loro sindaco, eletto per governare la città e decidere su temi come questi e che tutto venga calato dall’alto sopra le loro teste”. E’ perentorio Edoardo Gaffeo nel suo invito, in qualità di candidato sindaco alle amministrative che si terranno fra meno di 20 giorni, il 26 maggio, a fermare ogni iniziativa sul futuro del Palazzo di Giustizia fino a quando non sarà insediata la nuova amministrazione. Invito che arriva alla vigilia di un’assemblea dei soci del Censer, in programma per mercoledì 8 maggio alle 17, che tra i punti all’ordine del giorno prevede l’avvio di una discussione sul possibile trasferimento del Tribunale di Rovigo da via Verdi, dove si trova attualmente, nell’ex zuccherificio di viale Porta Adige. Censer spa conta tra i soci azionisti rappresentanti privati delle categorie industriali e bancarie ma anche una componente pubblica, con il Comune e la Provincia di Rovigo che insieme detengono oltre il 50 per cento delle quote.

“Il possibile trasferimento al Censer – spiega ancora Gaffeo – oltre a configurarsi come una scelta urbanistica epocale e dirimente per Rovigo, rappresenterebbe un danno per il tessuto economico della città con pesanti ricadute anche dal punto di vista sociale. E rischia anche di compromettere il rapporto tra l’Università di Padova e il Consorzio Universitario di Rovigo”.

A decidere di “non decidere ora” sono proprio i cittadini. Sono oltre 500 infatti le firme raccolte, in meno di una settimana, dalla petizione popolare lanciata da Gaffeo e dalle tre liste che lo sostengono per congelare qualsiasi decisione sul tema. “Firme fatte da persone, cittadini comuni, tra i quali anche esercenti, titolari di varie attività del centro storico che non vogliono lo spostamento”, rimarca il candidato di centrosinistra.