Programma del PD

Dopo la doppia fallimentare esperienza del centrodestra, Rovigo ha l’occasione per ripartire. Come Partito Democratico ci siamo messi a disposizione e abbiamo dato il nostro contributo per formare, a sostegno di un candidato autorevole come Edoardo Gaffeo, una coalizione civica e di centrosinistra che fosse ampia, inclusiva e soprattutto coesa, presupposto fondamentale per una buona azione amministrativa. La parentesi Bergamin è stata semplicemente disastrosa, ha acuito i problemi anziché risolverli. Una parentesi durata fin troppo, per il timore di larga parte della maggioranza di perdere la poltrona in caso di elezioni anticipate, anteponendo così il proprio interesse a quello dei cittadini. L’esatto opposto di ciò che abbiamo in mente per Rovigo, una città capoluogo che merita risposte e amministratori alla sua altezza.

  • Rovigo capoluogo

    Il sistema economico in cui oggi vive il Polesine risente di una molteplicità di variabili negative dell’attuale contesto storico. In particolare:

    • Stagnazione produttiva del “sistema Europa” nel suo complesso;
    • Bassa densità demografica ed elevata età media della popolazione:
    • Attuale assenza di risorse di base.

    Tuttavia, il territorio presenta delle peculiarità naturali, sociali e culturali che, se ben gestite, possono generare nel Polesine un circuito virtuoso di sviluppo economico di lungo periodo. In particolare, va superato il concetto ormai obsoleto che individuava un territorio meramente sulla base dell’entità provinciale di riferimento, mentre oggi devono esserne urgentemente ridefiniti i parametri secondo affinità ed esigenze di un possibile sviluppo economico omogeneo.

    Così ad esempio, una area vasta che comprenda il Polesine, la bassa padovana e bassa mantovana è accomunata da territori ideali per la produzione agricola, ben serviti da sistemi di comunicazione via gomma, tre aeroporti nel raggio di 90 km, tre linee ferroviarie, di cui una di rilevanza nazionale, e un sistema idrofluviale già realizzato da anni e ancora in attesa del proprio decollo.

    In altri termini, Rovigo è strategicamente collocata nell’epicentro di un territorio omogeneo, già potenzialmente idoneo per insediamenti logistici di smistamento delle merci a livello internazionale.

    ROVIGO E IL SUO DELTA: Fare di Rovigo il vero capoluogo del Polesine significa anche sviluppare sinergie e relazioni più forti tra la nostra città e il suo Delta, puntando a promuovere la creazione di una rete del turismo ambientale e sostenibile che interessi l’intera provincia e renda il capoluogo maggiormente attrattivo. A tale proposito, dovranno essere studiate e promosse forme di cooperazione e collaborazione con il Parco del Delta e con i comuni compresi all’interno della Strategia nazionale delle aree interne. Sarà ugualmente importante integrare la “mobilità dolce” cittadina con lo sviluppo di progettualità innovative come, ad esempio, la Ciclovia Ven.To, destinata ad interessare l’asta del Po e il medio-basso Polesine.

    LOGISTICA: Fondamentale sarà, partendo dal ruolo dell’Interporto rodigino e dalla sua originaria vocazione, pensare ad un effettivo rilancio dell’Idrovia padano-veneta e dell’intero sistema della navigazione interna, approfittando del suo inserimento all’interno del Corridoio europeo e di alcune recenti novità intervenute anche a livello legislativo. Nell’ottica della valorizzazione di interporti e retroporti, oltre che di nuove/antiche vie del commercio internazionale (per es. la Via della Seta), dovranno essere rafforzati i rapporti con i porti di Venezia e Chioggia e con il porto fluviale di Mantova, guardando all’irrobustimento di un complessivo “sistema” delle vie d’acqua in cui Rovigo può aspirare ad essere perno di un nuovo “super-porto” Venezia-Rovigo-Mantova.

    SERVIZI PUBBLICI LOCALI (Gestione, governance partecipate e sistema delle società pubbliche): La città di Rovigo deve tornare ad essere protagonista nel governo del sistema dei servizi pubblici locali, dopo alcuni anni di relativa assenza del comune capoluogo dalle scelte e dalle decisioni che contano, se non nei termini di una sterile conflittualità con gli altri comuni e di un progressivo, niente affatto “splendido”, isolamento dal contesto provinciale e regionale. Il cambiamento passa da un rinnovato e pragmatico protagonismo del nostro municipio che, puntando alla efficace collaborazione degli altri comuni e degli enti di gestione coinvolti, si proponga di razionalizzare davvero il sistema, tagliare le poltrone inutili, controllare le tariffe e, soprattutto, realizzare sempre più servizi a misura di cittadino, mettendo al centro di ogni scelta l’interesse pubblico e facendo sentire la propria voce con la massima autorevolezza.

  • Qualità dell'ambiente

    LOTTA ALL’INQUINAMENTO: Cambiamenti climatici e inquinamento atmosferico viaggiano di pari passo.  Rovigo è la maglia nera del Veneto per gli sforamenti di Pm10, 50 giorni oltre i limiti a fine marzo, seconda in Italia dietro a Torino, quando il tetto annuo è di 35. Il blocco traffico del traffico per i mezzi più inquinanti in modo da contrastare lo smog è una misura efficace, ma va applicata in maniera coerente, coinvolgendo anche gli altri Comuni perché gli sforamenti non si fermano davanti ai confini amministrativi. Anche in questo settore Rovigo deve svolgere un ruolo di vero capoluogo, peraltro in assenza di una regia regionale. Provvedimenti del genere devono essere accompagnati da una revisione e potenziamento del trasporto pubblico. Per combattere, invece, gli effetti dell’inquinamento atmosferico dovuto al riscaldamento domestico, occorre puntare sulla riqualificazione energetica degli edifici. Una scelta amica dell’ambiente e anche del portafogli poiché oggi in Veneto, anche a causa della scarsa efficienza energetica, le famiglie pagano mediamente la terza bolletta più cara d’Italia. Per ridurre l’inquinamento luminoso e risparmiare, l’obiettivo è arrivare a utilizzare esclusivamente energia da fonti rinnovabili per l’illuminazione pubblica.

    RIDUZIONE RIFIUTI: Va incoraggiata l’economia circolare, riducendo al massimo gli sprechi e il materiale da conferire in discarica. Estendere il sistema di raccolta porta a porta, ma anche puntare su una differenziata incentivante con cassonetti ‘intelligenti’ dove portare lattine, contenitori e bottiglie di plastica, ricevendo in cambio buoni sconto o bonus spesa. Per ridurre invece la plastica alimentare promuovere l’acquisto di prodotti a km zero o la spesa tramite i Gruppi acquisto solidale.

    RISORSA ACQUA: Rovigo deve porre con forza all’attenzione di tutti i livelli di governo la questione di una corretta gestione della risorsa acqua e, anche – magari sviluppando maggiori relazioni con le altre province “padane” e con le autorità d’ambito già preposte – il tema del futuro del Po, cioè il tema del Grande fiume, e delle vie d’acqua che attraversano il nostro territorio, come una grande questione politica, ambientale, economica di rilevanza nazionale per il nostro presente come per l’immediato futuro. Prevedere la condivisione di politiche attive di contrasto all’inquinamento, il costante monitoraggio ambientale (vedi per esempio l’emergenza Pfas sottovalutata dalla Regione Veneto), l’adozione di piani complessivi per il contrasto di fenomeni come la siccità e per la prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici, la valorizzazione di filiere legate all’economia verde e all’agricoltura di qualità.

  • Pianificazione urbana

    RIQUALIFICAZIONE: Siamo a una sorta di anno zero. Ci sono ampie parti della città da riqualificare, troppi edifici vuoti e da troppo tempo. Senza ricorrere a nuova cementificazione, ribadiamo forte e netta la nostra posizione a favore del consumo di suolo zero. Il centro urbano deve tornare a essere il cuore di Rovigo e non si raggiunge questo obiettivo portando al Censer il Tribunale e l’Università o ‘espellendo’ il commercio, che va invece rilanciato con un Piano adeguato: vie e piazze come un grande centro commerciale all’aperto. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un crescente abbandono, con sempre più negozi chiusi. Dobbiamo invertire questa tendenza: da un lato con una politica di agevolazioni fiscali per chi investe e agevolazioni per chi affitta a prezzi calmierati per i primi tre anni, dall’altro rendendo attraente e decorosa tutta l’area. Le due cose devono viaggiare di pari passo assieme ad un miglioramento dell’offerta di parcheggi in centro. Ex scalo merci, Caserma Silvestri, ex caserma dei vigili del fuoco, Piazza Duomo, passando per l’area della ex Questura fino a Piazzale Di Vittorio e il Parco Maddalena, sono poi alcune delle priorità da inserire nel Piano degli interventi. Và realizzato, recuperando edifici e spazi inutilizzati, il nuovo Urban Center della città e contenitore per le arti visive o gruppi associativi e dei laboratori partecipati con tavoli di lavoro permanenti, di esperti e cittadini: un nuovo meccanismo aperto e plurale per affrontare, insieme, le grandi questioni e il futuro della nostra città.

    TRAFFICO E VIABILITÀ: Tematica che non può essere affrontata in modo estemporaneo e ridicolo come nel recente passato, bensì attraverso un Piano serio che decongestioni il centro, affronti il tema della Tangenziale e dell’imbuto del Ponte di Boara, chiamando in causa nello specifico Anas e Regione Veneto, affinché inseriscano questi interventi nella loro programmazione.

    MANUTENZIONE E ARREDO URBANO: Rovigo è stata per troppo tempo trascurata. A partire dalle piccole cose che però, messe insieme, fanno la differenza: dalle buche lungo ai marciapiedi alle strisce pedonali sbiadite o addirittura invisibili, dai pochi lampioni all’erba non tagliata. Un ‘non fare’ maldestramente nascosto, sbandierando invece falsi problemi e slogan buoni per finire davanti alle telecamere o sui giornali, ma inutili per migliorare la quotidianità dei rodigini.

    QUARTIERI E FRAZIONI: Rovigo deve essere considerata un unicum. Per i quartieri le priorità riguardano i collegamenti ciclabili con il centro, la sistemazione dei marciapiedi e la realizzazione di barriere verdi anti rumore per quelle zone, come Commenda Est e San Bortolo, a ridosso della Tangenziale. Per le frazioni, le parole d’ordine sono benessere e qualità della vita. È indispensabile un’operazione di recupero, valorizzandone l’identità e considerandole sempre, a pieno titolo, parte della città. Questo si può fare solo se vengono assicurati adeguati collegamenti con il centro, risolvendo i problemi di viabilità, eliminando il traffico pesante, con strade dignitose, più sicure e dotando ogni singola frazione dei servizi pubblici essenziali.

    VERDE PUBBLICO: Aumentare il numero dei viali alberati e delle aree verdi in città e migliorare quelle esistenti, con panchine e attrazioni per i bambini, favorendo i luoghi di aggregazione, permettendo così di vivere gratuitamente gli spazi pubblici. Vogliamo realizzare una cintura green attorno al centro abitato, raggiungibile attraverso un sistema integrato di piste ciclabili, che colleghino non solo le frazioni al centro, ma anche i singoli quartieri, promuovendo una mobilità sostenibile che fa bene all’ambiente e alla salute.

  • Welfare locale

    SANITÀ PUBBLICA: Dobbiamo difendere senza incertezze l’ospedale di Rovigo dal rischio declassamento e riaffermare il suo ruolo come hub provinciale. Deve restare la struttura di riferimento per l’intera Ulss in modo non formale ma sostanziale: se con il Piano sociosanitario è stata finalmente riconosciuta la specificità territoriale di Rovigo e del Polesine, ora essa deve poter essere concretizzata con le risorse necessarie, sia finanziarie che umane. Il problema degli organici va assolutamente risolto, ma con un piano serio di assunzioni, non con palliativi come il ritorno al lavoro dei pensionati o con i medici in arrivo dall’estero. Le scelte regionali che hanno penalizzato tutto il Polesine sono anche il frutto di un sostanziale disinteresse da parte dell’amministrazione precedente che non ha mai alzato la voce con la giunta di Palazzo Balbi. Stesso disinteresse che ha riguardato l’emergenza West Nile: una problematica a lungo sottovalutata dalla Regione che ha sostanzialmente abbandonato il territorio con un’azione di prevenzione assente, disinfestazioni partite in ritardo e con poche risorse a disposizione dei Comuni.

    ATTENZIONE AI PIÙ DEBOLI: Disagio sociale e marginalità sono in aumento, a Rovigo come nel resto d’Italia. Per combatterle è necessario lavorare attivamente per l’inclusione e l’integrazione sociale, partecipando ai progetti nazionali Rei, Sprar, Fami e altri per reperire i fondi necessari: una maggior sicurezza passa soprattutto da qui, ma non solo. Per far fronte alle fragilità del territorio occorre riaprire gli sportelli per i servizi di prossimità, in primis quello contro la violenza sulle donne. Anche in questo ambito sono e saranno sempre più indispensabili finanziamenti da bandi nazionali e regionali, perciò riteniamo indispensabile l’attivazione di un vero ufficio comunale per la progettazione, con profili professionali qualificati che conoscano la realtà rodigina e la vasta rete territoriale di associazioni e cooperative.

    ALLOGGI ATER: È necessario rivedere le modalità di assegnazione, studiando con l’Azienda un programma dettagliato che permetta la concessione d’uso degli alloggi da ristrutturare a fronte di un canone agevolato, eventualmente detraibile dal successivo acquisto.

  • Una città che guarda al futuro

    ISTRUZIONE: Rovigo deve essere una città attrattiva per i giovani. Fondamentale è il ruolo della formazione, non soltanto universitaria, nell’ottica di un’integrazione sempre più forte tra scuola e lavoro. Particolare attenzione dovrà essere data agli istituti tecnici e all’istruzione professionale. In questo senso, va sostenuto un sistema della formazione sempre più radicato nel territorio e coerente con gli insediamenti produttivi di qualità presenti in Polesine. Inoltre, dobbiamo agevolare la creazione di spin-off di giovani laureati, anche fornendo loro strumenti e sedi, recuperando gli immobili dismessi nel nostro comune. Il ruolo del Consorzio universitario rodigino deve essere rafforzato, potenziando i servizi per gli studenti e favorendo una maggiore integrazione tra l’università e il suo territorio.

    LAVORO: Investire nell’orientamento per aiutare soggetti più svantaggiati e puntare sulle politiche attive del lavoro: giovani, ma anche donne e over 50 che hanno maggiori difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro una volta persa l’occupazione. Non solo colloqui di orientamento e accompagnamento, ma tirocini di inserimento lavorativo.

    CULTURA: Abbiamo delle eccellenze che possono attrarre turisti, appassionati o anche semplici curiosi, soprattutto se messe a sistema e adeguatamente valorizzate anche mediante la creazione di siti web per un marketing territoriale efficace. Accademia dei Concordi, Palazzo Roverella, Conservatorio Venezze, Teatro Sociale, Museo dei Grandi Fiumi, Pescheria Nuova: un’offerta variegata su cui scommettere con maggior convinzione per rivitalizzare tutta la città, attraverso sinergie tra i diversi nodi e, per esempio, convenzioni che garantiscano sconti in negozi e ristoranti per chi presenta il biglietto della mostra o dell’evento del momento. Una maggior apertura alla creatività giovanile e agli artisti di strada con festival a tema da proporre più volte nel corso dell’anno.

    CASA DELLA MUSICA, DELLE ARTI E DELLE ATTIVITA’ ESPRESSIVE Da realizzare presso l’“ex asilo Sant’Antonio”. Un’azione concreta per contrastare i fenomeni crescenti in città di vandalismo e di gang giovanili: la creazione di un centro giovanile, gestito e coordinato dalle associazioni della città. Un luogo rivolto ai ragazzi ed alle ragazze del territorio, ad accesso libero e gratuito con ascolto e produzione di musica, organizzazione di laboratori, corsi, tornei ed eventi musicali, culturali e di vario genere.

    SPORT: Rovigo è universalmente conosciuta come la città del rugby, un patrimonio che non deve essere disperso. Dopo tanti rinvii crediamo sia il momento di investire seriamente nel “Battaglini” anziché limitarsi a indossare la maglia rossoblù per fare della semplice passerella. La città merita uno stadio all’avanguardia che sia un’eccellenza a livello nazionale. Ma non c’è solo la palla ovale, come testimonia la ricchezza di società sportive presenti a Rovigo. Lo sport è un momento fondamentale di socializzazione e formazione per i giovani, tutte le associazioni del territorio devono poter contare sul supporto dell’amministrazione, a cominciare dall’impiantistica.

    PARTECIPAZIONE Occorre prevedere un sempre maggiore coinvolgimento dei cittadini e formalizzare l’attivazione delle consulte di quartiere. Di più, vogliamo puntare sulla Progettazione partecipata, con i cittadini non più soggetti passivi che subiscono decisioni e progetti scaturiti in maniera “asettica”, ma diventano soggetti attivi nella progettazione, perché conoscono il proprio ambiente e i reali bisogni. Un’altra metodologia innovativa che potrà trovare applicazione è l’Architettura partecipata, partendo da un laboratorio creativo di comunicazione, di volta in volta chiamato a disegnare, con i cittadini, una città più bella e più funzionale.